Featuring:
Riccardo Tamburini
Qual è la cosa peggiore che può capitare quando si segue in un bosco un animale ferito? E come assicurarsi di rimanere al sicuro mentre si cerca di recuperare un animale che è fuggito dal punto di impatto?
Un evento recente che ha riguardato un esperto cacciatore italiano, Riccardo Tamburini, lo ha indotto a porsi queste domande, a raccontare le sue esperienze e a offrire validi suggerimenti su come recuperare in maniera prudente un animale ferito.
Alcune sere fa ero impegnato in attività di disinfestazione dai cinghiali assieme a due amici. Verso le 22 un branco è uscito dal bosco a circa 120 metri da noi, e dopo una veloce discussione su quale bersaglio colpire, due di noi hanno sparato a due esemplari diversi.
Riccardo Tamburini
Dopo l‘impatto uno dei cinghiali colpiti è caduto due volte, ma ha comunque trovato la forza di allontanarsi inoltrandosi nel bosco. La prima cosa che abbiamo fatto è stata scaricare il video tramite l‘App Stream Vision 2, e analizzarlo attentamente sui nostri telefoni.
Dato che avevamo un visore termico, abbiamo deciso di controllare se il cinghiale era caduto nei pressi del punto d‘impatto. Purtroppo una ricerca attenta effettuata con Axion XG35 Compact non ha dato risultati, e quindi abbiamo deciso di mettere degli indicatori sugli alberi per aiutare l‘addestratore di cani nella sua ricerca il giorno successivo.
Il giorno successivo abbiamo ricevuto una chiamata dall‘addestratore, che ci ha raccontato cosa era successo. Aveva trovato il cinghiale ancora vivo, ma gravemente ferito. Nonostante le sue condizioni, era riuscito comunque ad attaccare due volte l‘addestratore e il suo cane.
Cosa sarebbe successo se avessimo incontrato l‘animale la notte precedente? Probabilmente saremmo solamente rimasti spaventati, ma ci sarebbero anche potute essere conseguenze peggiori.
In qualità di Ambassador Pulsar dedico molto tempo ai consigli per i cacciatori in merito ai tanti modi di utilizzare un dispositivo termico, e uno di essi riguarda la possibilità di recuperare un animale che si è allontanato dal punto di impatto.
Ma nessun dispositivo può eliminare l‘importanza di seguire le regole per il recupero di un animale ferito. Dopo anni trascorsi sul campo, ho imparato che alcuni di essi possono essere calmi e tranquilli, mentre altri sono aggressivi. Dunque, quando vi trovate in una situazione analoga, ricordate questi consigli.
La prima cosa da fare quando si deve recuperare un animale ferito è identificarne accuratamente il sesso, l‘età e la classe. Ad esempio un cinghiale con le zanne è molto più pericoloso di un giovane esemplare, ma determinare questo non è così semplice, soprattutto se non si possiede sufficiente esperienza nell‘osservazione con uno strumento termico.
Una cosa da ricordare è che, quando si osserva attraverso una lente, non si sta guardando l‘immagine reale sul campo, ma piuttosto qualcosa che viene elaborato tramite un sensore che rileva la radiazione termica. La dimensione degli oggetti, così come la distanza percepita, possono essere diversi.
Anche la profondità di campo è normalmente compressa. Questo dipende dall‘ingrandimento base del dispositivo: più è alto, minore sarà il livello di compressione.
Riccardo Tamburini
In generale, la possibilità di rivedere sul proprio telefono o tablet – tramite Stream Vision 2 – le immagini registrate vi aiuterà a comprendere meglio l‘ambiente circostante.
Guardare un video aiuta anche a capire meglio in quale direzione è fuggito l‘animale. Cercate qualche oggetto – un albero piegato, una roccia particolare o altro – da utilizzare come riferimento per scoprire più facilmente il percorso seguito dall‘animale per tornare nel bosco. Questo sarà di aiuto quando si cercherà la traccia di sangue, a partire dal punto di impatto.
Una volta in possesso di tutte queste informazioni si può cominciare a seguire il percorso dell‘animale ed entrare nel bosco. Se questi è molto fitto, è meglio abbandonare la ricerca; mettete qualche indicatore come punto di riferimento per facilitare il lavoro dell’addestratore il giorno successivo e abbandonate il luogo. Se invece la vegetazione non è molto fitta, potete iniziare a esplorare l’area con un dispositivo termico.
Quali sono i dispositivi più adatti a una situazione simile? La risposta è: quelli con un basso ingrandimento base. L‘ideale è 1x, ma in molte altre situazioni uno strumento di questo tipo non è molto utile. Quindi un ingrandimento base di 2x dovrebbe essere sufficiente.
Se avete un sistema di montaggio rapido, potete anche usare il vostro cannocchiale da puntamento dopo averlo rimosso dal fucile. Ad esempio Thermion 2 LRF XL50, che ha un ingrandimento base di 1.75x, dovrebbe funzionare perfettamente.
La possibilità di osservare con un dispositivo termico gli spazi aperti, utilizzando anche una torcia per entrare agevolmente nel bosco, solitamente fa la differenza, e possiamo avvistare facilmente l‘animale morto se la visibilità è di circa 30 metri.
Infine ricordate questo: non insistete con la ricerca se il vostro primo tentativo, nel raggio di 50-80 metri dal punto di impatto, è senza esito. Camminare avanti e indietro lungo lo stesso percorso dell‘animale potrebbe compromettere il lavoro dell‘addestratore.
Spero che questo racconto e i consigli forniti vi aiuteranno a rimanere al sicuro ed essere professionali sul campo!
Riccardo Tamburini
Prima di acquistare un dispositivo notturno o termico, assicuratevi di essere in regola con le normative locali e utilizzatelo solamente quando ciò è consentito. I nostri Ambassador provengono da diversi Paesi e viaggiano molto, avendo così la possibilità di testare diversi prodotti. In nessuna circostanza appoggiamo o promuoviamo l’utilizzo illegale dei nostri dispositivi. Se desiderate avere maggiori informazioni in merito alle restrizioni all’esportazione e alla vendita, visitate la pagina a questo link: Politica di restrizioni all’esportazione e alla vendita.